Donne degli UAE
Custodi della tradizione, protagoniste del cambiamento
Museo della Donna di Deira - Bait Al Banat
Articolo di Benedetta Pasero
Tempo di lettura stimato: 6 minuti (ben spesi)
“Le vite delle donne, alcune ricordate, altre dimenticate, hanno aiutato a definire la storia e la Cultura degli UAE: la durezza e la bellezza di questa terra, fatta di dune di sabbia e acqua salata, hanno forgiato il loro carattere; i valori di giustizia, solidarietà e coraggio sono la loro eredità attraverso le generazioni”.
È la frase che campeggia all’ingresso del Museo della Donna di Dubai, una piccola gemma nel cuore pulsante del Souk di Deira, la parte più antica e autentica della città, nella quale viene raccontata una storia completamente diversa da quella che potremmo immaginare: donne forti, intelligenti e intraprendenti, custodi delle tradizioni e, contemporaneamente, agenti di cambiamento e progresso; storie che sfidano molti degli stereotipi che potremmo avere sulle donne di questa parte di mondo, fatti e fotografie che dimostrano invece come esse abbiano da sempre avuto un ruolo di grande rilievo nella comunità (per maggiori informazioni e visite guidate al museo di Bait al Banat scrivimi!)
Emiratine di nascita ma anche di adozione: in questo giovane Paese le donne hanno davvero contribuito sostanzialmente allo sviluppo politico, economico e scientifico.
Basti pensare a personaggi quali Amal Al Qubaisi, la prima donna a presiedere al Consiglio Federale Nazionale, che ha collaborato con l’Unesco per la conservazione di oltre 350 siti storici negli Emirati; o a Sarah Al-Amiri, responsabile scientifica della missione Emirates su Marte del 2020 e Ministra per le Scienze Avanzate; oppure a Lubna Khalid Al Qasimi, prima donna ad aver ricoperto la carica di ministro in questo Paese o, ancora, a Amna Al Haddad, prima donna araba a competere in gare sportive internazionali con il velo (per sua scelta).
La Sceicca Hoor Al Qasimi: classe 1980, figlia dell’emiro di Sharjah. Da bambina sognava di diventare cuoca, ma poi andò in Inghilterra a studiare per diventare un’artista, e durante un viaggio, visitò una delle più importanti esposizioni di arte contemporanea al mondo: Documenta nella città tedesca di Kassel.
Racconta che dentro di lei successe qualcosa e volle far si che i suoi connazionali potessero avere accesso alla stessa qualità e alle stesse ricerche artistiche più avanzate che aveva potuto vedere a Kassel.
Una Biennale d’Arte a Sharjah esisteva già dal 1993, ma aveva veramente poco di innovativo e non seguiva le tendenze internazionali più ricercate e radicali.
Fu così che, a soli 22 anni, nel 2003, la riorganizzò e l’edizione di quell’anno dal titolo “Thinking historically in the present” fu rivoluzionaria.
Sharjah è così entrata di diritto nel panorama internazionale dell’arte contemporanea trasformandosi in una destinazione regionale e globale per gli appassionati di tutto il mondo, e dal 2009 ha consolidato questo ruolo con la Sharjah Art Foundation che include la stessa biennale e un programma annuale di mostre, formazione, residenze d’artista, collaborazioni e l’annuale March Meeting (incontro tra artisti e professionisti nel campo dell’arte).
Hoor Al Qasimi è oltre a presidente e fondatrice della Sharjah Art Foundation, direttrice della Biennale di Sharjah, board member del Moma PS1 di New York e del KW Institute for Contemporary Art di Berlino.
Ha inoltre curato la biennale di Lahore 2020; è la prima non-giapponese a dirigere la Aichi Triennale (parla fluentemente giapponese) e dirigerà la Biennale di Sydney nel 2026…
Passando dall’arte alla letteratura, anche il primo festival letterario del Paese è stato fondato da una donna: si tratta di Isabel Abulhoul, inglese, arrivata negli Emirati Arabi nel 1968 per seguire il marito conosciuto sui banchi di Oxford. Prima dell’Emirates Airline Festival of Literature aveva già aperto una scuola, la Ittihad School, e poi la prima libreria del Paese, Magrudy's. Oggi è anche direttrice del consiglio della Mohammed Bin Rashid Library e co-conduce il programma radiofonico Talking of Books sulla stazione radiofonica Dubai Eye.
Seguitela questa straordinaria donna su Instagram per i suoi approfondimenti e i suoi consigli di lettura!
Potrebbe, a questo punto, mancare il cinema indipendente?
Il primo cinema d’essai, non solo del Paese, ma di tutta la Regione (GCC) è il Cinema Akil fondato, ovviamente, anch’esso da una donna: Butheina Kazim.
Mossa dal desiderio di portare qualcosa di nuovo e unico alla comunità locale, Butheina ha iniziato, più di quindici anni fa, a organizzare proiezioni di film indipendenti in diversi spazi della città. Eventi cinematografici “nomadi” rivolti inizialmente a un pubblico di nicchia appassionato a film che non erano disponibili nei cinema tradizionali, ma è diventato, nel 2018, un cinema vero e proprio, uno spazio dedicato a film indipendenti, stranieri e d'autore, una realtà consolidata che attira appassionati da tutta la Regione e oltre.
Cinema Akil ha sede in Alserkal Avenue e al 25th Hours Hotel in One Central.
Di storie come queste, potremmo raccontarne (e ne racconteremo) decine, perché le donne negli Emirati Arabi Uniti hanno dimostrato di essere molto più che semplici custodi della tradizione: sono innovatrici, leader e pioniere in ogni settore.
Mentre gli Emirati guardano al futuro, insomma, è evidente che saranno sempre più donne a scriverne la storia.
Hoor Al Qasim
Isabel Abulhoul
Butheina Kazim